I castelli della Loira
Il Castello di Chaumont

Il castello di Chaumont (da “Monte Calvo”, deformato poi in “Monte Caldo” o “Chaud Mont”) si trova su una collina adiacente il corso della Loira, in mezzo ad un folto bosco d’alberi d’alto fusto.

In quest’area sorgeva un castello già in epoca medievale. Il primo proprietario di Chaumont fu Gelduin il quale, dopo aver rischiato di dover lasciar il castello alla figlia Chana per mancanza d’eredi maschi, ebbe tardivamente un figlio, Geoffrey, la cui bellezza femminea gli valse l’epiteto di “fanciulla”. Nonostante la sua leggendaria resistenza, Geoffrey non ebbe mai moglie e fu a lungo considerato androgino. Il primo castello in legno fu distrutto, ricostruito ed ancora distrutto nel 1465, quando Luigi XI volle punire così Pierre d’Amboise – allora proprietario del castello – per aver parteggiato per la Lega per il Bene Pubblico.

Subito dopo la demolizione Pierre fece iniziare le opere per la creazione del castello attuale, inizialmente destinato ad uso militare e quindi progettato meno confortevole di quanto oggi appaia. Sono, infatti, evidenti le influenze rinascimentali e italiane che alleggeriscono oggi l’austera ala occidentale – la più antica – assieme a delle finestre aperte solo in un secondo momento. Le altre ali sono, invece, più recenti e rivelano un più diffuso carattere rinascimentale.

I lavori di costruzione durarono per ben tre generazioni: a Pierre successero il figlio Carlo I (primo di ben diciassette figli!) e il nipote Carlo II. A quest’ultimo, che poté completare i lavori, si devono i rilievi visibili all’ingresso: le due “C” intrecciate scolpite sulle due torri circolari che fiancheggiano il ponte levatoio si riferiscono a lui e alla moglie Caterina. Sopra la porta d’accesso è lo stemma francese con le iniziali di Luigi XII ed Anna di Bretagna, mentre le torri recano gli stemmi di Carlo II e di suo zio Giorgio I, cardinale d’Amboise. Questo personaggio ebbe grande peso alla corte del re, dove ricopriva il ruolo d’ambasciatore e di primo ministro. Non asceso al soglio pontificio dopo la morte d’Alessandro VI Borgia, poté comunque garantire una brillante carriera sotto la corona di Carlo II.

Nel 1560, dopo la morte di Enrico II, il castello fu acquistato da Caterina de’ Medici, alla quale è attribuita una bellissima stanza con arazzi. Nel breve periodo della sua proprietà si ebbe a Chaumont la saltuaria presenza d’un altro fiorentino, Cosimo Ruggieri, giunto in Francia insieme alla regina. Questo personaggio, ufficialmente astrologo con sede nell’abbazia di Saint Mathé, fu forse un ciarlatano o un occultista, o forse per altri un vero dotto. Una torre del castello dà accesso ad uno dei laboratori ed osservatori di Ruggieri, dove egli s’incontrava sovente con la regina. Secondo alcuni racconti, nelle notti di luna piena Ruggieri, in uno specchio stregato, poteva vedere il re e i suoi figli che rivelavano quanti anni sarebbero vissuti e indicavano i loro futuri anni di regno col numero di giri dell’immagine sulla superficie dell’oggetto incantato. Si sa comunque che Ruggieri fu coinvolto in molti intrighi politici e di corridoio, anche ai danni della stessa regina, nei cui palazzi egli possedeva numerosi osservatori. Una di queste cospirazioni lo portò alla detenzione su una galera, mentre i suoi complici finirono sul patibolo. La sua provvisoria riabilitazione non gl’impedì di tornare in carcere con l’accusa di maleficio ai danni di Enrico IV.

Il castello di Chaumont fu anche offerto da Caterina alla bella Diana di Poitiers, già favorita del re Enrico II, in cambio del più grande edificio di Chenonceaux. Diana effettivamente risiedette per un breve periodo a Chaumont: a questi tempi risalgono la sua camera – ancora oggi visibile – e i suoi stemmi scolpiti, contraddistinti da un corno, un arco ed una faretra con le sue iniziali.

Da allora il castello passò al visconte di Turenna d’Auvergne, al duca di Saint Aignan Charles de Beauvillier e a Jacques le Ray. Sotto quest’ultimo proprietario, durante il Settecento, nelle vicine dipendenze l’italiano Nini creò una manifattura di pregevoli ceramiche (di cui alcuni medaglioni sono oggi esposti nel castello). Grazie all’uso delle argille della Loira, Nini produsse molti ritratti di notabili che, incontrato un grande successo, arricchirono il le Ray, autore peraltro d’una fortuna in America. Sotto l’Impero la nota Madame de Staël, ricevuta da Napoleone l’ingiunzione di vivere ad almeno quaranta leghe da Parigi, venne ad abitare il castello circondandosi di simpatizzanti. Durante l’Ottocento, l’ala nord fu totalmente demolita per permettere una bella vista sulla Loira e sul parco circostante. I Broglie fecero erigere inoltre le scuderie con la singolare costruzione angolare conica. Lo Stato entrò in possesso del castello nel 1938, acquistandolo: restaurato ed arredato, è da allora visitabile al pubblico.


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