I castelli della Loira

Il castello di Montsoreau sorge a pochi metri dalla riva della Loira ma, quando fu costruito nel XV secolo, la fronte del castello era direttamente lambita dalle acque del fiume, a cui nel 1820 fu ingrossato l’argine. Il costruttore, Jean de Chambes, personaggio della corte di Carlo VII, aveva inteso di farne un punto di controllo sulle diverse vie che toccavano la zona, tra cui quella frequentata dai pellegrini in marcia verso l’abbazia di Fontevraud.

Il personaggio più celebre nella storia del castello è Charles de Chambes, reso immortale dal racconto La dama di Montsoreau di Alexandre Dumas padre. L’opera, scritta tre secoli dopo il verificarsi degli eventi a cui fa riferimento, prende spunto dalla storia di Charles, di sua moglie Françoise (e non Diana) e dell’amante di questa, il signore di Bussy. Françoise de Méridor aveva sposato in seconde nozze Charles, capocaccia del duca d’Alençon. Nel castello di Coutancière, Françoise de Meridor conobbe Louis de Clermont d’Amboise, signore di Bussy e favorito del duca d’Alençon. Egli ci è ricordato come un uomo “bello, con viso fine, l’occhio chiaro, lo sguardo imperioso, spesso deduttivo” e come un guerriero coraggioso e colto, lettore di Plutarco.

La sua figura e i suoi atteggiamenti spesso senza scrupoli portarono al signore di Bussy varie inimicizie, per cui nel 1579 egli decise di ritirarsi nella sua tenuta abbandonando la corte. Fu in questo periodo che egli prese a corteggiare la dama di Montsoreau; del successo con essa – che ciò fosse vero o no – si vantò per lettera con un amico della corte, a cui scrisse “tengo nelle mie reti la cerva del capocaccia”. La voce impiegò poco tempo a giungere alle orecchie dello stesso de Chambes, il quale ritornò in fretta al castello e costrinse con la forza la moglie, che pure si professava innocente negando ogni colpa, a scrivere un biglietto al presunto amante in cui lo invitava ad un incontro al castello di Coutancière. La trappola mortale era ormai scattata: Louis de Bussy si recò all’appuntamento con un solo amico, ed appena entrato nel castello le porte vennero bloccate per impedirgli la fuga. Assalito da una decina d’uomini egli si difese sino allo stremo e, sul punto di gettarsi da una finestra, viene ucciso. La sua morte, in modo molto più prosaico di quanto si potrebbe pensare, fu accolta con gioia dal popolo, che non aveva mai amato il suo governatore, e con indifferenza da Françoise de Méridor che, riconciliatasi col marito, ne ebbe numerosi figli.

Nel castello ha oggi sede un Museo che ospita i cimeli militari dei Goums, corpo di truppe marocchine fondato dal generale d’Amade, che ha operato, oltre che nello stesso Marocco, anche nella campagna d’Italia durante la seconda guerra mondiale.


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